venerdì 18 settembre 2009

Djali Zwan - The number of the beast -

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Diavolo

Il Diavolo è una figura soprannaturale che, nella religione cristiana, in quella islamica e in altre religioni, rappresenta un'entità malvagia e potente e al contempo tentatrice dell'umanità. Comunemente si ritiene che il Diavolo influenzi gli eretici, gli infedeli e altri miscredenti.

Il nome "Diavolo" deriva dal greco Διάβολος, Diábolos, che significa letteralmente "diffamatore" o "accusatore"[1]. Nel Cristianesimo, Dio e il Diavolo sono di solito ritratti come spiriti non uguali che combattono per le anime degli esseri umani, con il secondo che cerca di allontanarle dal primo e di portarle nello Sheol. Il diavolo è altresì a capo di una forza di spiriti malvagi a lui subalterni, noti solitamente con il nome di demoni. La Bibbia ebraica (o Vecchio Testamento) non assegna un tale livello di personificazione al diavolo; lì, l'Avversario (Ha-satan) è un servo di Dio il cui compito è quello di mettere alla prova il genere umano.

Questa entità è comunemente chiamata con vari nomi come Satana, Abaddon, Angra Mainyu, Belzebù, Asmodai, Lucifero, Belial, e Iblis. Molte altre religioni hanno una figura tentatrice o forviante che è simile al Diavolo. La moderna concezione del Diavolo include il pensiero che esso rappresenti la natura più infima propria dell'uomo o la pienezza del peccato.

Anonimo ha detto...

Bestia

Bestia, animale in genere oppure persona dai modi rozzi e violenti

Anonimo ha detto...

Numero della bestia

Il numero della bestia, corrispondente al numero 666, appare in un solo passo dell'Apocalisse di Giovanni riferito ad una bestia che sale dal mare e devasta la terra:

« Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei. » (Apocalisse 13,16-18)

L'interpretazione più accettata da storici e biblici è che il numero sia simbolico e vada riferito alla persona fisica ("rappresenta un nome d'uomo") dell'imperatore Nerone, l'archetipo dei persecutori del cristianesimo, la cui somma dei numeri ("calcoli il numero della bestia") corrispondenti alla lettere ebraiche del nome equivale appunto a 666.

Sono state proposte numerose altre interpretazioni simboliche, molte delle quali non riferite al contesto storico del Libro dell'Apocalisse. In particolare, in epoca contemporanea il numero è diventato simbolo del Diavolo, interpretazione non contenuta nel testo biblico.

La paura fobica del numero 666 viene definita come hexakosioihexekontahexafobia.

Anonimo ha detto...

Patto col diavolo


Il diffuso meme culturale del Patto col diavolo, familiare alla leggenda di Faust e alla figura di Mefistofele, è un elemento di molti racconti di origine popolare.
Nel catalogo tipologico Aarne-Thompson, si trova nella categoria AT 756B – "Il contratto col diavolo".

Il baratto è sempre pericoloso, poiché il prezzo da pagare per il servizio del demone è l'anima del contraente. Il racconto può avere un finale moraleggiante, con la dannazione eterna dell'incauto avventuriero. Per contro può avere una svolta comica, nella quale lo scaltro contadino inganna il diavolo, solitamente grazie ad un cavillo tecnico.

La storia di Teofilo di Adana, un santo che fece un patto col diavolo, è precedente alla leggenda di Faust e potrebbe esserne stato l'ispirazione. [senza fonte]

L'accordo tra l'umano troppo fiducioso e l'intelligenza diabolica, innalza la vecchia fiaba alla sua vetta culturale nel Faust di Goethe.

Spesso si è portati a confondere il patto faustiano con la scelta di Hobson dove, in realtà, non esistono alternative.

Anonimo ha detto...

Gesto delle corna

Il gesto delle corna è un gesto dal significato volgare o offensivo diffuso nell'Europa mediterranea, le cui origini risalgono all'antica Grecia.(La mitologia racconta che il Minotauro,concepito dal tradimento di Pasifae regina di Creta con il Toro di Creta,era cornuto e il popolo ricordava al suo re,Minosse,il tradimento,mostrandogli il tipico gesto con la mano.Di qui il legame del gesto con l'idea dell'infedeltà). Si fa chiudendo la mano a pugno e tenendo solo l'indice e il mignolo alzati.

Non va confuso con il segno "viva" che viene eseguito estendendo anche il pollice.


infedeltà: rivolto ad una persona significa indicare che tale persona porta un paio di metaforiche corna, segno dell'infedeltà[1] del coniuge; il gesto ha un significato analogo in Spagna e nella Repubblica Ceca. In Italia l'insulto è spesso rivolto, sia col gesto che a voce, agli arbitri delle partite di calcio. Uno scherzo abbastanza diffuso consiste nel "fare le corna" dietro la testa di ignari soggetti in posa per una fotografia.
superstizione: non specificatamente rivolto ad una persona particolare, il gesto delle corna viene fatto scaramanticamente nel desiderio di evitare la malasorte o guai, quando questi vengono menzionati, con lo stesso significato del toccare oggetti di ferro o toccarsi i testicoli. In questo caso il gesto può essere tipicamente rivolto verso il basso.
protezione totale: detto in napoletano anche tierra e cielo: una mano rivolge il segno delle corna verso l'alto, l'altra verso il basso, come per proteggersi da ogni evenienza.
musica metal : anche se molti, per errore, fanno il gesto nella attuale variante con tre dita (in origine, e nei metallari old style, il gesto non comprendeva il pollice) (che in realtà vuol dire "vi amo tutti"), è il più diffuso segno di riconoscimento tra i fans del metal; durante i concerti è possibile vedere intere distese di mani alzate nell'atto di compiere questo gesto in onore della band che sta suonando. Esistono dubbi su chi abbia introdotto questo gesto. Molti lo attribuiscono al cantante Ronnie James Dio, che lo diffuse durante il tour di Heaven and Hell dei Black Sabbath nel 1980.

Anonimo ha detto...

Tao

Tao (道 letteralmente la Via o il Sentiero; traslitterazione pinyin: dào - in giapponese: dō), spesso tradotto come Il Principio, è uno dei principali concetti della Filosofia cinese. È l'eterna, essenziale e fondamentale forza che scorre attraverso tutta la materia dell'Universo, vivente o meno. È solitamente associata al taoismo, ma anche il Confucianesimo fa riferimento ad essa. Per dirla in una parola, il Tao "è".

Nella filosofia taoista tradizionale cinese, il Tao ha come funzione fondamentale quella di rappresentare l'universo. Quest'ultimo all'inizio del tempo era in un stato chiamato Wu Chi ( = assenza di differenziazioni/assenza di polarità). Ad un certo punto si formarono due polarità di segno diverso che rappresentano i principi fondamentali dell'universo:

Yang il principio positivo, maschile, rappresentato in bianco.
Yin il principio negativo, femminile, rappresentato in nero.
I due principi iniziarono subito ad interagire, dando origine alla suprema polarità o T'ai Chi. Il simbolo da tutti conosciuto come Tao è il più famoso di molti simboli che rappresentano questa suprema polarità e che sono chiamati T'ai Chi T'u. È importante evidenziare che nella filosofia Taoista Yin e Yang non hanno alcun significato morale, come buono o cattivo, e sono considerati elementi di differenziazione complementari.

Per descrivere il Tao, si può usare la seguente analogia: immagina una persona che cammina su una strada, portando sulle spalle un fusto di bambù. Alle due estremità del bambù, sono appesi due secchi. I due secchi rappresentano lo yin e lo yang. Il bambù rappresenta il Tai Chi, l'entità che separa lo yin dallo yang. La strada è il Tao.
Il Tao può essere interpretato come una "risonanza" che risiede nello spazio vuoto lasciato dagli oggetti solidi. Allo stesso tempo, esso scorre attraverso gli oggetti dando loro le loro caratteristiche. Nel Tao Te Ching si dice che il Tao nutre tutte le cose, che crea una trama nel caos. La caratteristica propria di questa trama è una condizione di inappagabile desiderio, per cui i filosofi taoisti associano il Tao al cambiamento; le rappresentazioni artistiche che tentano di rappresentare il Tao sono caratterizzate da flussi.

Anonimo ha detto...

Chi al caso s'affida prende un cieco per guida.

Chi ama bene castiga bene.

Chi ascolta troppa gente conclude poco o niente.

Chi a vent'anni non ne ha, a trenta non ne fa, a quaranta perde quel poco che ha.

Chi ben comincia è alla metà dell'opera.

Chi capisce, patisce.

Chi dice donna, dice danno.

Chi di spada ferisce, di spada perisce.

Chi di speranza campa, disperato muore.

Chi disprezza, compra.

Chi di verde si veste della sua beltà troppo si fida.

Chi domanda non fa errori.

Chi dorme non piglia pesci.

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

Chi è nato citrullo è per gli altri un trastullo.

Chi ha tempo non aspetti tempo.

Chi la dura, la vince.

Chi la fa l'aspetti.

Chi ha torto fa clamore contro l'accusatore.

Chi imbocca tutti i vicoli, troverà tanti pericoli.

Chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova.

Chi mena per primo, mena due volte.

Chi mostra vende.

Chi muore giace, chi vive si dà pace.

Chi nasce dalla gatta piglia i topi.

Anonimo ha detto...

Chi ti accarezza oltre quel che suole, di sicuro ingannar ti vuole.

Chi ti accarezza oltre quel che suole, di sicuro ingannar ti vuole.

Chi ti accarezza oltre quel che suole, di sicuro ingannar ti vuole.

Chi ti accarezza oltre quel che suole, di sicuro ingannar ti vuole.

Chi ti accarezza oltre quel che suole, di sicuro ingannar ti vuole.

Anonimo ha detto...

meno male che sn stato bambino negli anni 90

Anonimo ha detto...

Paura e Delirio a P.zza Cesare Battisti ...

Anonimo ha detto...

sono di napoli e la spazzatura raggiunge i 2 metri in aumento!!!
Sei un accecato delle televisioni di berlusconi! ricorda che hitler con solo il controllo dei giornali, del cinema e della radio ha trasformato la germania in nazista!!! mi chiedo cosa possa fare un uomo con il 50% dei giornali, le reti televisive nazionali, case editrici come la mondadori...

Anonimo ha detto...

C'è chi dall'altra parte del mondo
Da un calcio ad un pallone rotondo
Che schizza in aria diventa ovale
Fa strani effetti non mi sembra normale

Dei Bambini che giocano a pallone
quando mai li hai visti in televisione
gli stadi pieni rimango perplesso
il telecronista è sempre lo stesso

Io credevo che un giocatore
stesse concentrato solo sul pallone
invece questi hanno lunghi flashback
Ma l'avversario in quel momento dov'è?

Ma in Holly e Benji tutto è normale
anche il Giappone vince il mondiale
Ma in Holly Benji nessuno è mai stanco
ma quanto cazzo è lungo il campo?
Chilometri una trentina, costruito in cima a una collina.

Loro non sanno calciare come noi
usano sempre posizioni idiote e poi
riescono a tirare certe fucilate
che volan rasoterra x 10 puntate

Rimbalzando sul palo il portiere
la palla non riesce a trattenere
e come accada ancora non so
sfonda la rete il muro dietro e fa gol!

Ma in Holly e Benji tutto è normale
anche il Giappone vince il mondiale
Ma in Holly Benji nessuno è mai stanco
ma quanto cazzo è lungo sto campo?
Chilometri una trentina, costruito in cima a una collina.

Delle risposte ancora io cerco
forse sta gente ha lavorato in un circo
corre salta vola e mai una storta
dopo tre ore all'orizzonte spunta la porta

Ma in Holly e Benji tutto è normale
anche il Giappone vince il mondiale
Ma in Holly Benji nessuno è mai stanco
ma quanto cazzo è lungo sto campo?

Ecco la Newteam che schiera in campo
la formazione 1 1 1 con holly, tom e benji
fischio di inizio ed è subito tom che passa la palla a holly
il quale dripla una avversario poi ancora un altro
ma che succede mentre corre guarda l'ora e dripla un'altro avversario
ora si ferma a prendere un caffè ne dripla un altro
si prepara al tiro, si sta preparando si si...
sta chiaramente per tirare me lo sento adesso tira
ha la gamba alzata e finalmente tira
e un tiro incredibile signori la palla sfreccia
poi a destra poi a sinistra poi sale esce dall'atmosfera
poi riscende va sottoterra torna fuori sta per entrare in porta
il portiere si tuffa....

Anonimo ha detto...

DONNE PETTEGOLE! in qlke modo le donne sn giustifikate...a volte anke io mi ci sento...xkè siamo curiose, desiderose di sapere, di confrontarci, di dire, di spiegare, di ascoltare...
ma gli uomini???? gli uomini lo fanno x il puro piacere di sapere fatti altrui e andare a spifferare tutto in giro...e sn molto + crudeli delle donne in questo!!!

Anonimo ha detto...

Chi fa i fatti suoi, campa cent'anni...ma che cazzo dite, qui nessuno fa i fatti suoi!!!